Non fidatevi degli editori a pagamento

Avete scritto un libro e volete pubblicarlo? Allora forse avrete provato a inviare la vostra opera a qualche casa editrice… Alcune chiedono ancora l’invio dei manoscritti tramite posta tradizionale, ma ciò comporta spese di stampa e di spedizione non indifferenti. E poi che senso ha sprecare così dei soldi oggi, nell’era digitale? Provate allora a cercare qualche editore che accetti l’invio dei vostri scritti tramite e-mail. Se la vostra opera non piacerà, almeno non avrete buttato via soldi inutilmente.
Edizioni e/o, ad esempio, accetta solo proposte editoriali pervenute in forma elettronica, come spiegato più dettagliatamente sul suo sito http://www.edizionieo.it/proposte.php. Lo stesso vale per Mondadori http://www.mondadori.it/Extra/Contatti, Einaudi http://www.einaudi.it/contatti ed Isbn Edizioni http://www.isbnedizioni.it/pagina/1. Per uno scrittore esordiente sarà molto difficile ricevere una risposta positiva, ma tentar non nuoce.

Non avete ricevuto i riscontri sperati da nessuna casa editrice famosa, ma volete comunque essere pubblicati a tutti i costi? Siete disposti ad accontentarvi anche di un editore poco noto? Meditate, meditate bene prima di agire. Dietro nomi oscuri spesso si nascondono infatti le famigerate case editrici a pagamento, quelle che chiedono un contributo, anche cospicuo, agli aspiranti autori. Una di queste è il Gruppo Albatros Il Filo, costantemente alla ricerca di opere da selezionare e costantemente intenta a pubblicizzare tali selezioni, inserendo tra l’altro annunci su quotidiani gratuiti come Leggo.

Se leggiamo attentamente la sezione Domande Frequenti del sito http://www.gruppoalbatros.com/, ci accorgeremo infatti di quanto segue:

“È previsto un anticipo sui diritti   a   vantaggio dell’autore o un contributo economico che l’autore dovrà   versare   per accedere alla pubblicazione?

I contratti da noi proposti possono prevedere sia un   anticipo   sui diritti a vantaggio dell’autore, sia l’obbligo di acquisto di un  quantitativo minimo di copie da parte dell’autore.”

Per quantitativo minimo si possono intendere anche ben 150 copie, con un esborso da parte dell’aspirante autore che può facilmente arrivare ai 2000 euro. E chi mi assicura che queste 150 copie che rifileranno a me non saranno anche le uniche o quasi che stamperanno? E che ci faccio con 150 copie del mio libro? Mi riempio casa mentre cerco di venderle? Ma a che mi serve essere pubblicato da una casa editrice se poi i libri me li devo comunque vendere da solo?

Lo stesso discorso vale per Aletti Editore, sul cui sito, alla sezione Invio Manoscritti, si legge che:

“È richiesta, agli autori selezionati, una prenotazione di sole 70-90 copie. La
casa editrice darà in omaggio altre 10-30 copie. Le prenotazioni possono essere
dilazionate fino ad un massimo di 10 mesi, dunque solo 7 copie al mese. La prima
edizione del volume prevede la pubblicazione di 150 – 250 esemplari. I volumi a
disposizione della casa editrice, saranno utilizzati per evadere richieste di
librerie o privati.”

Ci sono poi case editrici che organizzano concorsi letterari il cui vero scopo è in realtà quello di contattare i partecipanti proponendo loro la pubblicazione a pagamento dei propri scritti. È questo il caso della casa editrice Pagine, provvista di un vero e proprio call center i cui teleoperatori seguono un copione di domande sempre uguali.

Dietro il concorso Viaggi di Versi del sito http://www.poetipoesia.com/, si cela quindi il tranello della pubblicazione di 7 poesie al “modico” prezzo di € 175,00 + 9.90 DI SPESE DI SPEDIZIONE (in cambio di 6 copie dell’opera con all’interno i propri testi e quelli di altri 12 poeti).

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17 risposte a Non fidatevi degli editori a pagamento

  1. Samantha ha detto:

    Se posso permettermi, la “modica” cifra del concorso viaggi di versi che mi è stata comunicata per telefono qualche minuto fa è in realtà di 299 Euro!

    • consuelomurgia ha detto:

      Incredibile! Nel giro di tre anni la già esosa quota di partecipazione è aumentata in modo esorbitante! Grazie per la testimonianza!

    • anna ha detto:

      Confermo, è successo anche a me! La tipa al telefono, nel declamare tutti i vantaggi e i complimenti del caso, aveva lo stesso pathos delle povere e sante operatrici categoria compagnie telefoniche … aria fritta in comodi versetti 🙂

  2. mariagrazia ha detto:

    Contattata oggi da Pagine, la scorsa settimana da Aletti… ignorati entrambi. Io sono insegnante precaria disoccupata, ma non fessa.

  3. Manuel ha detto:

    Anche io stessa cosa. Avevo inviato una poesia quasi per scherzo (tra l’altro scritta in dieci minuti) al concorso Viaggio di versi. Sono stato chiamato martedì scorso dalla casa editrice (se così si può chiamare) Pagine. Inizialmente mi ha fatto domande su quanto materiale avessi e da quanto scrivessi per poi pompare il tutto con falsi e gratuiti elogi e congratulazioni sul “mio grandioso talento”, la mia prosa (quale prosa!?) che ha definito “attraente, potente”, in pratica mi ha leccato il culo per circa un quarto d’ora cercando (secondo me) di alimentare il mio ego e far uscire il mio lato narcisistico da scrittore esordiente. Quando le ho fatto notare che gli aggettivi che usava riguardo la mia poesia da cinque minuti erano fuori tema c’è voluto ben poco per capire che non aveva letteralmente idea di che poesia avessi scritto, nemmeno sapeva il titolo!!! Udibilmente in imbarazzo mi annuncia che non ha il mio lavoro davanti ed è li solo per chiamare gli autori (casa editrice o call center?). Poi magicamente riprende energie e incomincia nuovamente a fare quello per cui è pagata: intortare e crear speranze, mi spiega che avrebbe in programma un’antologia in cui io non potevo per forza mancare con 7 delle mie poesie. Spiego all’operatrice che io scrivo racconti e romanzi e che le poesie le scrivo più per me (in realtà sono più sfoghi che poesie e sò ben da me che non sono materiale pubblicabile), quella inviata al concorso era un pò per gioco… lei, l’operatrice se ne esce con questa frase: “mio caro, una poesia non pubblicata, non letta da nessuno è una poesia non scritta”, le dico che son d’accordo ma che a me non interessa, ma lei continua fino allo svelamento, ad arrivare dove voleva, al punto cruciale del suo interesse: “dovrebbe pagare solo un contributo per le spese di pubblicazione”, ma poi non prosegue riguardo alla cifra, cambia tattica, ricomincia con elogi e promettendomi 6 copie e in più una bottiglia con una poesia scelta arrotolata a mo’ di messaggio in bottiglia (che mi chiedo seriamente che farmene, anche se avevo un’idea di dove potesse mettersela l’operatrice). Stremato, con l’orecchio sudato appiccicato a ventosa sul cellulare, la voglia di staccare quella telefonata che stava diventando una battaglia a scacchi, le chiedo a quanto ammonterebbe la cifra (nonostante le avessi già detto che non mi interessava ero lo stesso curioso sul contributo), mi risponde che dovrei SOLO versare 299 euro!!! Appena ho risposto che son disoccupato e non ho soldi ha tagliato corto con: “va bene, buona giornata signor …, la lascio al suo concorso, ciao”. All’improvviso la mia fantomatica super-poesia, talentuosa, elogiata e dalla prosa attraen… (vabbè, quel che era) di colpo non le interessava più.
    Non credo questa si possa chiamarla casa editrice poiché il lavoro di una casa editrice che si rispetti è quello di scovare un talento e saperlo vendere al meglio, cosa che non deve fare l’autore con le sue misere copie spedite (magari esenti da editing, pure). Una casa editrice che così si possa chiamare non chiede i soldi per pubblicare un’opera in cui magari nemmeno crede, una casa editrice ha bisogno solo del talento di un suo autore pubblicato (in cui crede), si nutre di quel talento perché più è bravo e prolifico più copie le farà vendere, di conseguenza più soldi. Bisogna fare questa distinzione: il lavoro di creare sta allo scrittore, il lavoro di investire sta alla casa editrice. Manu.

  4. Serena ha detto:

    Salve, io non sono d’accordo con quanto leggo. Sto partecipando al concorso del sito poeti e poesia e c’è già scritto che verrà fatta una proposta di pubblicazione. Quindi sta poi al giudizio personale se partecipare o meno. Io ad esempio non ho accettato…

  5. Daniele ha detto:

    Io ho pubblicato con loro delle poesie e mi sono trovato bene. Mi hanno dato la possibilità di avere visibilità in un settore dove anche i grandi autori faticano ad averne. Ho sì versato un contributo ma in cambio ho ricevuto una pagina web, delle copie cartacee del volume con le mie poesie, un video e degli audiolibri con le mie poesie…

  6. marcella ha detto:

    Sono stata contattata anch’io da Pagine oggi, mi ero iscritta così per curiosità al loro concorso, ma non mi considero scrittrice di poesie, i miei son più che altro pensieri. La telefonata è stata molto sgradevole, la persona parlava a macchinetta, dopo aver elogiato la mia poesia e essersi complimentata a nome di tutta la casa editrice è partita in quarta a propormi la pubblicazione in antologia. Dieci minuti a enunciarmi i grandi privilegi che avrei avuto: copia cartacea bottiglie con fogli arrotolati, ebook, audiolibri, video di presentazione, vendita su amazon, pagina web personale, 4% sulle vendite, grande distribuzione da parte di una casa editrice affermata nel settore da ben 25 anni (caspita!). Morale della favola: è necessario versare un esiguo contributo di soli 299 euro + spese di spedizione, altrimenti “non ce la farebbero a sostenere tutti i costi”. Al di là del fatto che le mie poesiole nel cassetto non son di grandissima qualità e che costruire pagine web e impaginare ebook è il mio mestiere, (quindi non pagherei certo qualcuno per farlo), non definerei “casa editrice” chi chiede un pagamento agli autori per la pubblicazione. Semplicemente si rivolgono a un mercato di persone che non trova sbocchi nelle vere case editrici e facendo leva su ego, orgoglio e voglia di notorietà riescono a farsi pagare per servizi che dovrebbero essere la norma. Purtroppo c’è anche questa filiera di furbi e stanno in piedi perché qualcuno accetta le loro condizioni. Nel mio commento non v’è nessun intento polemico, semplicemente la voglia di condividere informazioni che spero possano essere utili a qualcuno. Se davvero volete affermarvi come scrittori non fate l’errore di affidarvi all’editoria a pagamento, vorrebbe dire mettere la parola fine sulla vostra carriera ancor prima che inizi. Le case editrici, quelle vere, non prendono in considerazione gli autori dell’editoria a pagamento.

  7. annabella ha detto:

    Sono stata contattata oggi da una certa signora Leone (senza nome) e per 200 euro mi ha proposto di inviarle 7 mie opere pittoriche che saranno stampate in modo particolare per creare un catalogo universale (saloni dei libri etc). Certo, la voglia di notorietà nel mondo della cultura è grande in me (come immagino per tutti), poi ci ho pensato e siccome ho una stamperia grafica sotto casa, mi han detto che possono farmi un catalogo personale con la loro ditta per 50 euro e posso poi anche inviarla a chi voglio. Garantiscono loro i diritti riservati…
    Boh! Vedrò… ora la voglia di notorietà m’è passata. Ciao.

  8. Sergio ha detto:

    Perché non dire a tutti che i veri editori sono le Major che vendono solo i libri fatti di fumo e vuotaggine dei famosi della tv mentre gli altri sono solo cattivi tipografi camuffati da editori? Forse per permettere ai giovani di illudersi facendosi spennare? A quando la verità?

  9. Demian ha detto:

    Se una persona accetta la proposta e poi decide di rifiutare come può fare?

  10. inksoulweb ha detto:

    Proprio oggi sono stata contattata anche io da Pagine, non per il concorso Viaggi di Versi, ma per Immagini e Parole, che consiste nell’inviare una fotografia accompagnata da una breve frase. Ho partecipato giusto per sfizio, calcolando che per quanto “brava” possa essere a fare fotografie, mi rendo conto che non sono di certo belle abbastanza da essere pubblicate in un album (tra l’altro ho partecipato con una semplice foto fatta da cellulare). Insomma, mi hanno chiamata e la signora ha cominciato con elogi e congratulazioni per la “bellissima” foto, mi ha domandato se ho fatto corsi e da quanto tempo faccio fotografie (ammetto che lì per lì mi sono fatta un attimo trasportare, diciamo che dopo avermi detto di star parlando con una “casa editrice”, mi sono emozionata e non ho più capito nulla), dopodiché ha cominciato a illustrarmi l’opportunità che volevano propormi: pubblicazione di un album, sia cartaceo che ebook, con altri 12 autori (7 fotografie a testa), pagina web personale e un’altra cosa di cui non ricordo, in totale era la pubblicazione di 30 fotografie (e frasi accompagnate), con il 6% di guadagno sulle vendite. Fin qui tutto ok, ero un po’ su di giri e non mi sono resa conto di quante cavolate ha detto in quella pappardella di 10 minuti. Alla fine, attirato tutto il mio interesse e la voglia di pubblicare, è arrivata al punto dicendo: “c’è solo un piccolo contributo da fare per le pubblicazioni, non chiediamo di certo cifre enormi come 1000 o 2000€, ma solo un contributo per aiutarci con le pubblicazioni […] (altra pappardella e altre cavolate in mezzo) […] quindi, appunto, non chiediamo una cifra esorbitale come 1000 o 2000€ (quante volte lo devi ripetere?) ma SOLO 299,9€ per coprire le spese.” Allorché sono tornata in me e ho risposto che avrei dovuto pensarci e di non avere soldi al momento. Mi ha risposto che devono saperlo in fretta perché così possono procedere con il lavoro di pubblicazione (quindi devo dirti si o no sul regalarti i miei soldi e il mio sangue, così a botta calda, perché voi avete fretta?) bene. Le ho gentilmente ripetuto che al momento ho qualche problema economico. Tutto d’un tratto sono terminati gli elogi per la mia bravura a fotografare e mi ha salutato di tutta fretta. Alla fine della telefonata ho fatto due calcoli mentali: 12 autori, 300€ a testa = 3600€ (quanti pochi di questa cifra vanno davvero nelle pubblicazioni?), 6% di utili guadagnati nelle vendite su amazon con l’ebook, calcolando che un ebook può costare circa 6€ (se non di meno), solo per tornare in pari con i 300€ spesi, dovrebbero venderne 5000 copie (quando mai?). Sono andata sul loro sito e ho letto ovunque sulle pubblicazioni delle poesie che “il progetto nasce per far avere un contributo, seppur modesto, ai poeti” da nessuna parte scrivono che il contributo maggiore sono proprio i poeti (o gli artisti in genere) a versarlo. Dopodiché ho letto qualche opinione in giro e sono finita qui. Inizialmente non sapevo se aver rinunciato ad opportunità o se aver fatto bene a rifiutare. Leggendo tutte le altre opinioni e facendo i calcoli a mente fredda, devo dire che non mi pento minimamente della scelta fatta. Mi sarei solo ritrovata con il pane tolto di bocca e in cambio sei copie cartacee di un album fotografico di poco valore.

  11. Claudia ha detto:

    Da ragazzina ci ero cascata anche io con la casa editrice Pagine che ha “pubblicato” il mio libro senza nemmeno un codice isbn. Fa male vedere gente che si approfitta dei sogni e delle ingenuità altrui.

  12. Flavia ha detto:

    Stessa storia per me. Nemmeno un’ora fa mi contatta questa signora dichiarando di chiamare per conto della CE Pagine. Mi dice che la redazione è rimasta molto colpita dalla poesia che ho mandato, mi chiede se ho altre poesie nel cassetto, dichiara che vogliono pubblicarmi, e l’hype cresce. Mi parla di ebook, siti, fiere, ecc… continuando a ripetere quanto la mia poesia fosse meravigliosa (vorrei sottolineare che l’ho scritta in dieci minuti dopo aver scoperto per caso questo concorso di poesia sul loro sito). Inizialmente ero tipo “mah, che piacevole sorpresa”, ma l’entusiasmo è svanito nel momento stesso in cui mi ha detto “un’ultima informazione: dovrebbe versare solo all’inizio un contributo di 299 euro per coprire tutte le spese.”
    Allora sono stata zitta, non sapevo veramente cosa rispondere. Questa signora insiste dicendo: “eh sa, le CE solitamente chiedono migliaia di euro, invece noi solo questa modica cifra.”
    Mecojoni (scusate il francesismo) ho pensato. Le ho detto che ci avrei dovuto ragionare sopra e allora ha cominciato a farmi pressione. La telefonata si è conclusa con lei che mi richiamerà domani, ma è sicuro che non riceverà una bella notizia, soprattutto dopo le ricerche che ho fatto e quello che ho letto su questo sito. Grazie per le dritte, e diffidate di questa così detta CE.

  13. stefanny ha detto:

    Stessa telefonata, vi illustro la email ricevuta ahimè che mondo.
    Per quanto riguarda le condizioni di adesione, Le ricordo che la prossima settimana riceverà il CORRIERE SDA che le consegnerà:
    La FATTURA DI PARTECIPAZIONE ALLA NUOVA COLLANA DI POETI CONTEMPORANEI “VOCI VERSATE” CON LA PRENOTAZIONE delle 6 COPIE CARTACEE DELL’OPERA + EBOOK + VIDEO PERSONALIZZATO di una Sua poesia;
    IL CAMMINO DELLA POESIA a cura di ELIO PECORA in OMAGGIO.
    PAGINA WEB PERSONALIZZATA in OMAGGIO (con pubblicazione della sua foto, biografia ed altre 3 poesie, all’interno delle pagine web del nostro SITO).
    Il contrassegno da pagare direttamente al corriere SDA sarà di un totale di € 180,00 + 9.90 DI SPESE DI SPEDIZIONE:
    totale 189,90 euro TUTTO COMPRESO.

    TALE PAGAMENTO VALE COME PRENOTAZIONE ALL’ADESIONE AL NOSTRO LAVORO DI PUBBLICAZIONE E PRENOTAZIONE DELLE SUE 6 COPIE DEL LIBRO DOVE PARTECIPA (che riceverà con un CORRIERE A CARICO NOSTRO, dopo circa 4 mesi dall’invio delle sue poesie).

    LE CONFERMO CHE, IN SEGUITO, NULLA CI SARÀ PIÙ DOVUTO.

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