Wetlandia: alla scoperta delle lagune d’Italia

Wetlandia è un libro scritto a più mani in cui ciascun capitolo prende in esame una determinata zona umida italiana. La maggior parte del testo è incentrata sulle lagune dell’Alto Adriatico, probabilmente per via della vicinanza geografica, visto che la curatrice dell’opera è ricercatrice e docente di Geografia Culturale e di Geografia del Turismo presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Le parti più interessanti sono, a mio avviso, quelle relative ai cenni storici e alla descrizione delle varie attività praticate in laguna, mentre ho trovato più ostici i dettagli sulle varie imbarcazioni e tecniche di pesca. Il secondo e il terzo capitolo, dedicati rispettivamente alla laguna di Marano e Grado e alle lagune del Veneziano, si dilungano invece troppo sulle varie possibilità di sviluppo turistico praticabili nelle suddette aree, diventando così una specie di testo programmatico rivolto alle amministrazioni locali e agli addetti del settore.

WetlandiaViste le mie origini paterne, mi stava particolarmente a cuore il capitolo sugli stagni costieri e le lagune di Sardegna che però mi ha deluso perché affronta il discorso in modo generale senza focalizzarsi poi su nessuna laguna. Il capitolo che ho apprezzato maggiormente alla fine è stato quello relativo alla laguna di Orbetello, sapientemente descritta nella sua morfologia, al punto da sembrare di averla davanti agli occhi. Dopo averlo letto, mi è venuta voglia di organizzare una bella gita a Orbetello e sul Monte Argentario.

L’idea di inserire delle illustrazioni nel testo è sicuramente lodevole, ma sarebbe stato meglio, nonostante l’inevitabile ripercussione sui costi di stampa, poter vedere delle fotografie a colori invece che in una fastidiosa scala di grigi che rende impossibile godere a pieno dei dettagli e della bellezza dei luoghi menzionati. Sarebbe utile, inoltre, aggiungere delle cartine geografiche che permettano di visualizzare l’ubicazione delle varie lagune all’interno del territorio italiano e altre che consentano di osservare la morfologia delle zone umide in questione, senza essere costretti ogni volta ad aprire Google Maps.

P.S. Ho vinto una copia di Wetlandia – Tradizioni, valori, turismi nelle zone umide italiane grazie a Goodreads – First Reads.

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