Noi ancora una volta di Marie Thérèse Taylor (Alessandra Oddi Baglioni)

Le prime notizie su Noi ancora una volta risalgono al 2013, anno in cui La Repubblica dedica un articolo a quest’opera che vuol essere al tempo stesso romanzo e raccolta di racconti. Quattro facoltose cinquantenni si ritrovano infatti al capezzale della loro amica Margherita, entrata in coma in seguito a un incidente automobilistico. Per cercare di risvegliarla iniziano a raccontare ciascuna una storia al giorno, ricreando a detta di Marie Thérèse, che è anche uno dei personaggi oltre ad essere lo pseudonimo dell’autrice, una sorta di Decameron.

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Su Amazon questo ebook è stato inserito all’interno della letteratura erotica, ma di fatto il filo conduttore della maggior parte dei racconti è semplicemente il tradimento, si tratta insomma di storie di corna che, pur contenendo qualche scena di sesso, non suscitano la benché minima eccitazione e che sono per lo più così deprimenti che non si capisce come dovrebbero aiutare a risvegliare una persona in coma.

I racconti più interessanti sono sicuramente quelli in cui compaiono una liceale benestante che decide di mollare tutto per unirsi alle Brigate Rosse e alcune istantanee di vita in una favela brasiliana in cui tutti gli abitanti sembrano indissolubilmente legati alla malavita locale.

Il mistero dell’incidente di Margherita si risolve solo con l’ultimo ma decisivo racconto, quello della giovane indiana Dayita che riesce a risvegliare l’amica in coma narrando non vicende appartenenti a persone più o meno estranee, ma la storia del loro incontro, avvenuto in India poco tempo prima. Margherita è una donna di mezza età tradita dal secondo marito e durante una vacanza esotica conosce Dayita e cede alle avances di questa ragazza di buona famiglia con la croce al collo, educata dalle suore e desiderosa di lavorare in un’organizzazione umanitaria. Poco tempo dopo Dayita si trasferisce a Roma perché ha trovato un impiego alla FAO, ma Margherita non sa come affrontare il tema della sua relazione omosessuale con i figli e la compagna decide allora di accettare un trasferimento a Parigi. Con la mente annebbiata dal dolore, Margherita si mette al volante e finisce fuori strada.

Noi ancora una volta, per certi versi, è un libro innovativo, perché all’interno delle sue pagine sono inserite anche alcune foto esemplificative dei luoghi in cui si svolgono i racconti e soprattutto perché è possibile cliccare sui titoli di alcune canzoni che fanno da colonna sonora alla degenza di Margherita, avendo così la possibilità di ascoltarle su YouTube. Peccato però che un paio di link non funzionino più, visto che i video corrispondenti sono stati rimossi dal sito.

La Repubblica non è stato l’unico giornale prestigioso ad essersi interessato a quest’opera, che infatti è stata recensita anche da Il Messaggero, in entrambi i casi con parole pienamente lusinghiere. Le due testate erano a conoscenza della vera identità dell’autrice, vale a dire Alessandra Oddi Baglioni, discendente di un’antica famiglia nobile e con alle spalle una lunga esperienza manageriale, già autrice di romanzi storici.

Io però voglio essere sincera e la docente e traduttrice che è in me non ha potuto fare a meno di notare numerose imprecisioni nell’uso della punteggiatura e nell’ortografia di varie parole, soprattutto straniere. Consiglio quindi di affidare quest’opera autopubblicata alle sapienti mani di un bravo editor e non riesco a capire come sia possibile che quasi nessuno abbia menzionato tali pecche nelle varie recensioni, nemmeno in quelle apparse su Amazon o su Goodreads, ma forse ben sapendo quale sia il livello deplorevole delle conoscenze linguistiche della maggior parte degli studenti italiani, mandati avanti immeritatamente fino al conseguimento di un diploma privo di contenuti, non dovrei sorprendermi troppo di fronte alla miopia di certi lettori.

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