E alla fine successe qualcosa di meraviglioso di Sonia Laredo

Due anni fa ho vinto una copia dell’edizione speciale non definitiva del romanzo E alla fine successe qualcosa di meraviglioso di Sonia Laredo. Finalmente l’ho letto. E ha deluso le mie aspettative.

E alla fine successe qualcosa di meraviglioso

L’inizio è lento e si perde in lunghe descrizioni e riflessioni esistenziali infarcite da tediose citazioni letterarie. La protagonista, la quarantenne spagnola Brianda Gonzaga, ha lavorato per anni come editor e ama così tanto i libri da menzionare costantemente gli scritti di innumerevoli autori con il risultato di annoiare a morte quei lettori che invece preferiscono una trama più snella e ricca di azione.

La crisi economica imperversa da quattro anni (ci troviamo quindi nel 2012) quando Brianda resta senza lavoro. La donna non ha però problemi economici e, priva di legami familiari e sentimentali, decide di lasciarsi alle spalle la frenesia di Madrid per dirigersi invece verso il nord della Spagna. Dopo essersi persa, arriva nell’immaginario paesino di Nuba, circondato da boschi e con tanto di lago. L’anziano libraio Lorenzo vuole cedere la propria attività, ma tarda un anno a decidersi e nel frattempo Brianda lavora per lui in cambio di vitto e alloggio.

Brianda ha quarant’anni ma tutti si ostinano a chiamarla signorina solo perché non è sposata e non ha figli e lei stessa si comporta come un’adolescente incosciente quando ha un rapporto sessuale non protetto con uno sconosciuto durante un temporale.

Com’era prevedibile, ben presto scopre che il bel tenebroso vive proprio a Nuba. Si tratta di Tomás, il proprietario della segheria del paese. Dopo un po’ di tempo, Brianda inizia a sentirsi poco bene e crede di aver contratto una malattia venerea. La sua testolina non è nemmeno lontanamente sfiorata dal pensiero di poter essere rimasta incinta.

Tomás è sposato e Brianda ora lo sa, ma continua a desiderarlo ardentemente e si lascia baciare e toccare ogni volta che lui le si presenta davanti, ma non disdegna il corteggiamento di Lope, uno dei docenti di Nuba, pur non amandolo. Lope è cortese, ma Tomás possiede il fascino rude del boscaiolo.

Romilda, la moglie di Tomás, è la pazza del paese. Si dice che abbia perso la ragione in seguito alla scomparsa del figlio di tre anni in un pozzo, avvenuta sette anni prima. La donna è chiaramente gelosa di Brianda e arriva al punto di aggredirla con delle forbici. La vittima ritiene l’altra una strega, una donna malvagia, ma per quanto riguarda se stessa non crede affatto di essere una sgualdrina.

Il ritmo della narrazione fortunatamente subisce un’accelerazione nel corso del libro e alla fine si scopre che il figlio di Romilda è ancora vivo. Il bambino si trova in Portogallo con la zia. Lope, l’ex cognato di Romilda era al corrente di tutto. Tomás voleva lasciare la moglie da tempo e le era rimasto accanto solo perché la credeva pazza. Una volta svelate le sue trame, Romilda viene rinchiusa in un carcere psichiatrico e Tomás va a riprendersi il figlio, promettendo a Brianda che presto tornerà da lei e dal piccolo Samuel, il bambino concepito insieme un anno prima.

L’odiosa Brianda, dopo aver ammorbato il lettore su come rendere la propria vita un’opera d’arte, gongola sapendo che presto il virile Tomás finalmente sarà tutto suo. E alla fine successe qualcosa di meraviglioso… Sì, il libro è finito!

Chi è Sonia Laredo? Mi sono resa conto troppo tardi che si tratta solo di uno pseudonimo che cela chissà quale identità. Preferisco di gran lunga chi ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità firmando ciò che scrive con il suo vero nome.

Aspetti positivi del libro? La copertina dell’edizione non definitiva con il disegno della lettrice occhialuta con la testa fra le nuvole è sicuramente migliore di quella successiva con tanto di foto di modella ventenne che finge di leggere in un prato.

E alla fine successe qualcosa di meraviglioso

Altri elementi negativi? Diversi errori di traduzione e di ortografia nell’edizione italiana.

P.S. Se avete intenzione di raccontare una storia dal punto di vista dell’amante, avvertitemi prima! Grazie!

 

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